domenica 18 settembre 2016

SIAMO ALLE SOLITE…




          A pochi mesi dalla "ristrutturazione", effettuata in occasione del Giubileo, stamane, presso il Pronto Soccorso del G.B. Grassi, sono crollati tutti i controsoffitti (Triage, Sala d'Attesa, Sala Visite, ecc...).

E ora non veniteci a raccontare che è per "colpa" della pioggia...

          Diteci piuttosto se le verifiche e i collaudi sono stati tutti adeguatamente effettuati.

          O forse avevate tanta fretta di esibirvi nell'ennesima passerella che era più importante "salvare la facciata"?

Lorenzin, Zingaretti e sodali vari vi ricordate il giorno del taglio del nastro?
Sono passati solo pochi mesi da allora!!!
Vergognatevi!!!

        Come Cobas dell'Asl Rm3, già in precedenti analoghe circostanze (Agosto e Ottobre 2015) avevamo richiesto verifiche e controlli, nonché l'avvio di un'indagine Tecnico/Amministrativa (v. Nota del 26/10/2016 inviata al Presidente della Regione Lazio e agli Organi di Direzione della Asl Rm3) ai fini dell'accertamento delle cause di tali spiacevoli episodi e, soprattutto, delle eventuali responsabilità.

È ora che vi diate una mossa!!!


Roma 16/09/16
Cobas Asl Rm3


lunedì 8 agosto 2016

COSE CHE CAPITANO...!!!



             Alla Asl Rm/3 a causa dell'improvviso cambiamento di orario del servizio di vigilanza (nuovi tagli?) nelle strutture (  v. S.Agostino, Via Paolini, ecc.) ,gli operatori e i cittadini/utenti recatisi nelle strutture per effettuare analisi, visite, prenotare appuntamenti (Cup), hanno dovuto attendere che la strutture venissero aperte.

       Ciò è avvenuto senza alcun preavviso, creando, quindi,  disagi,  difficoltà agli operatori e agli utenti.
       Presso il S.Agostino è dovuta intervenire la Polizia chiamata dagli stessi utenti stanchi ed esasperati per l'attesa.

Come è possibile che si gestisca e si governi un'Azienda in questo modo?

    Il Cobas Asl Rm/3 chiede che venga chiarito immediatamente questo spiacevole e vergognoso episodio e che, soprattutto, vengano garantiti i servizi nel rispetto delle/degli lavoratrici/lavoratori e dei cittadini/utenti.

 Roma, 02 agosto 2016     
Cobas Asl Rm/3

venerdì 29 luglio 2016

Ma. Ca. Srl – Corresponsione salario agli addetti al servizio di pulizia nei Presidi Asl Rm 3 - Pulizia e sanificazione ambientale, agibilità presso le sedi, i servizi e le strutture aziendali – Richiesta provvedimenti urgenti.



Al Presidente e Commissario alla Sanità della Regione Lazio
On. Nicola Zingaretti
Al Commissario Straordinario della Asl Roma 3
Dr. Giuseppe Legato
Al  Direttore Amministrativo della Asl Roma 3
Dr. Paolo Farfusola
Al  Direttore Sanitario della Asl Roma 3
Dr. ssa Budroni Maria Grazia
Al  Direttore U.O.C. Qualità, Sicurezza e Gestione del Rischio
Dott. Vittorio Chinni
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione
Dr. Pietro Tomasetti
Al Dirigente U.O.C. S.Pre.S.A.L.
Dr.ssa Orietta Angelosanto
Al  Direttore Dipartimento dei Fattori Produttivi
Dr. Filippo Coiro
Al Dirigente U.O.C Approvvigionamenti
Dr.ssa Angela Eleonori
e, p.c   Al Consiglio delle/i Delegate/i R.S.U


    La scrivente O.S. è venuta a conoscenza che la Società Ma.ca. Srl non sta provvedendo al pagamento dello stipendio di giugno e della “quattordicesima mensilità” alle lavoratrici e ai lavoratori addetti al servizio di pulizia dei Servizi Ospedalieri e  delle strutture Socio Sanitarie e Tecnico/Amministrative della Asl Rm/3.
    Tale situazione era venuta a crearsi già in passato e aveva visto la protesta delle stesse/i lavoratrici e lavoratori a causa dei ritardi nel pagamento degli stipendi stessi.
    Situazione resa ancor più grave dal continuo, ingiustificabile e  vergognoso rimpallo di responsabilità tra la Ditta e, soprattutto, tra la Asl e la stessa Regione Lazio che avevano, e hanno, il compito e il dovere, essendo organi committenti, di verificare e controllare, non solo la regolarità e la qualità degli interventi e dei servizi offerti, ma anche che, questi, vengano svolti ed effettuati nel pieno rispetto delle regole, dei diritti e delle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori direttamente interessati.
   Il Cobas Asl Rm/3, considera grave il reiterarsi di pesanti e lesivi comportamenti, in violazione di fondamentali diritti, nell’esprimere la  piena e totale solidarietà alle lavoratrici e dei lavoratori, chiede che vengano attivate tutte le procedure tecnico/amministrative e giuridiche ( v. possibilità di sanzioni, revoche contratto, decreti ingiuntivi, ecc. ) nei confronti della ditta appaltatrice, al fine di poter garantire, sia i livelli occupazionali, i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, nonché i necessari e fondamentali servizi di pulizia e sanificazione in tutte la Strutture e i Servizi della Asl Rm/3. Ciò anche al fine che tali gravi inosservanze e inadempienze possano rappresentare elemento di valutazione in eventuali nuove procedure per l’affidamento di servizi alle Ditte che si sono rese responsabili di tali comportamenti.
La scrivente O.S., esprime, infatti, la preoccupazione che tale stato di cose possa inevitabilmente avere gravi conseguenze e ricadute, non solo nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori tutte/i, ma anche nei confronti dei cittadini che si rivolgono alle Strutture e ai Servizi Socio Sanitari e dei pazienti ricoverati presso le strutture ospedaliere, a causa di un’eventuale riduzione delle attività di pulizia e sanificazione ambientale affidate, appunto, alla ditta appaltatrice Ma.Ca..
La scrivente O.S. fa presente, inoltre, che già in passato aveva avuto modo di segnalare (v. note del 23/08/2011, Prot. Az. n° 78678 e del 29/10/2012 Prot. Asl Rm/D, n° 94997) la riduzione, presso le strutture/locali e servizi, delle attività di pulizia e sanificazione ambientale affidate a ditte appaltatrici.
Tale riduzione si era verificata anche a seguito di disposizioni della Direzione dell’ ex Asl Roma D in merito all’applicazione del Piano di Rientro, imposto dalla Regione Lazio e riguardante, appunto, la riduzione degli acquisti di Beni e Servizi, rispetto ai costi sostenuti nell’anno precedente che, di fatto, ha comportato pesanti riduzioni per tutte quelle commesse e prestazioni relative a contratti di appalto di servizi e di fornitura di beni e servizi     (vedi Servizi Mense, Pulizie, ecc.).
               Scrivente O.S. sollevò, a suo tempo, osservazioni, obiezioni e preoccupazioni in merito alle misure adottate, soprattutto per le conseguenze che, tali scelte, avrebbero comportato per la sicurezza e la tutela di quelle condizioni di igiene, salubrità e decoro che, necessariamente, devono essere garantite nei luoghi di lavoro che, si ricorda,….devono essere sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate (art.64 – D.Lgs.81/08).         
               Scrivente O.S., a tutt’oggi, ha potuto riscontrare, anche a seguito di numerose segnalazioni pervenute, come la diminuzione e la rimodulazione delle attività di pulizia e sanificazione degli ambienti,  sta già determinando non pochi disagi e disservizi nelle diverse sedi e nei luoghi di lavoro (mancata e/o discontinua fornitura di carta igienica, di carta asciugamani e sapone, limitazione frequenza della pulizia in tutti gli ambienti, ecc).
    Risulterebbe, inoltre, che il numero degli addetti alle pulizie sia divenuto, con il tempo, sempre più insufficiente rispetto alle superfici, agli spazi da trattare, soprattutto, in rapporto ai tempi che gli stessi hanno a disposizione per svolgere tutti gli interventi necessari.
Tali operatori sono, infatti, spesso sottoposti a carichi e ritmi di lavoro particolarmente impegnativi e costretti, peraltro, a interventi di pulizia in sedi diverse e talvolta anche distanti l’una dall’altra.  
    La scrivente O.S. chiede, pertanto, un intervento formale e definitivo atto a garantire i diritti e le tutele per le lavoratrici e i lavoratori interessati e, al contempo, la corretta e puntuale pulizia e sanificazione di tutti i Presidi e gli uffici della Asl Rm/3 nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di igiene e pulizia nei luoghi di lavoro.
  In attesa di un sollecito riscontro si porgono distinti saluti
p. il Cobas Asl Rm/3
le/i Delegati R.S.U.
Cesare Morra - Paolo Paolacci - Claudia Piermaria
Prot. Asl Rm/3 n° 55701   del 22/07/2016

giovedì 12 maggio 2016

I Diritti e la Dignità non si difendono spacciando per “conquiste” atti dovuti e annunci, ma con un pensiero, una pratica, un modo di essere e di agire in grado di far ritrovare e riscoprire ogni giorno la voglia di lottare.



In data 28 aprile si è tenuto l’incontro tra la Direzione Aziendale, le OO.SS. e la RSU per discutere le problematiche derivanti dall’applicazione della L. 161/2014 sull’Orario di Lavoro.
In quella sede il Commissario Straordinario, Giuseppe Legato, in merito alla carenza di personale, ha dichiarato che avrebbe richiesto, alla Regione Lazio, deroghe alle assunzioni per circa 65 Unità di personale del Comparto tra Infermieri, Tecnici ed OSS, impegnandosi nel contempo a regolamentare l’Orario di Lavoro e gli eventuali Ordini di Servizio, garantendo la fruizione delle ferie estive alle Lavoratrici e ai Lavoratori.
Nella medesima occasione lo stesso Commissario Straordinario ha inoltre assicurato l’attribuzione delle Fasce a tutti gli aventi diritto attraverso lo scorrimento della graduatoria entro il 2017, seppure ancora non appare chiaro attraverso quali fondi ciò potrà essere realizzato dal momento che, l’entità degli stessi, sarà determinabile solamente con il bilancio di fine anno. In ogni caso rammentiamo come la mancata riduzione di Posizioni Organizzative e Coordinamenti, peraltro prevista (DCA n. 34/2010 e DCA n. 49/2010) e più volte annunciata dalla Direzione Aziendale ma mai fino ad oggi realizzata, ha già comportato, di fatto, la riduzione del fondo per il Comparto.
In quella occasione, inoltre, un “dettaglio”, che pensiamo non sia affatto secondario, sembrerebbe essere passato “inascoltato”, se non totalmente ignorato: ci riferiamo all’affermazione del Dott. G. Legato che l’impiego dello straordinario “è legato al budget…”.
Come Cobas Asl Rm3 riteniamo grave questa affermazione. Si vuole forse dare implicitamente per scontato che lo strumento dello straordinario sia utilizzato come fattore ordinario dell’organizzazione del lavoro, rimanendo comunque all’interno dei parametri e delle compatibilità economico/aziendali? Ciò significherebbe che le lavoratrici ed i lavoratori, una volta superato il budget previsto, non potranno ottenere la corresponsione economica delle ore effettuate in più ma dovranno obbligatoriamente recuperare le ore in eccesso? Ci sembra doveroso ricordare, non solo che il Contratto tuttora in vigore prevede che spetta solo al lavoratore decidere se recuperare o meno lo straordinario effettuato ma, soprattutto che, questo, non può essere né divenire strumento ordinario di organizzazione del lavoro.   
Come Cobas Asl Rm/3 riteniamo che, allo stato attuale, non esistano, davanti a problemi così complessi, soluzioni facili e garantite, in particolar modo ora che viviamo una fase di transizione che, riteniamo, sia funzionale ad un processo di definanziamento, depotenziamento e smantellamento del Servizio Socio Sanitario Pubblico.
La privatizzazione ormai appare sotto tutte le forme e, davanti a questo stato di cose, l'incontro del 28 aprile c.a., seppure caratterizzato da “Buone Intenzioni”, non ha dato, di fatto, alcuna risposta certa in merito a se, come e quando verrà realizzata quella ineludibile Riorganizzazione dei Servizi in base alle Risorse Umane esistenti (v. Piani Operativi Regionali 2011- 2012 DCA 113/2010: “Ricognizione del Personale e Riorganizzazione dei Servizi, delle Strutture e delle attività sulla base delle Risorse Umane e Professionali realmente disponibili”) senza la quale non sarà possibile affrontare realmente le problematiche e le criticità presenti, anche nell’eventualità di nuove assunzioni che, in ogni caso, saranno insufficienti rispetto alle necessità attuali.
Come Cobas siamo consapevoli, l’abbiamo più volte segnalato e denunciato, della grave situazione nella quale versano le Strutture e i Servizi Socio Sanitari a causa della carenza del personale determinata dai Piani di Rientro, dal blocco del Turn Over, ecc. carenza che, se non affrontata in modo chiaro, concreto e adeguato, non permetterà di applicare e rispettare la normativa sull’Orario di Lavoro. Allo stesso modo, però, non possiamo nasconderci che, in tutti questi anni, le “Politiche di Gestione delle Risorse Umane e Professionali”, sono state spesso realizzate attraverso logiche che nulla avevano a che vedere con i criteri di priorità, efficienza e funzionalità cui un’Amministrazione Pubblica sempre dovrebbe richiamarsi.
In questo scenario, malgrado incombano minacce di sanzioni, il pericolo che non si veda applicata e rispettata, proprio per la mancanza di un’adeguata politica di assunzioni, la L. 161/2014 sull'Orario di Lavoro, entrata in vigore il 25 Novembre 2015, appare concreto. Sebbene la Regione Lazio, con enfasi fuorviante e propagandistica, abbia diramato annunci e proclami rispetto al numero di personale in entrata, siamo certi che questo non potrà, rispetto al reale fabbisogno, comunque essere sufficiente a garantire una completa applicazione della Legge stessa.
E’ doveroso, inoltre,  sottolineare che, se anche la Regione Lazio dovesse autorizzare il numero di unità richieste dall’Azienda, le eventuali assunzioni dovranno comunque seguire i necessari tempi dell’iter tecnico/amministrativo e ciò lascia le Lavoratrici ed i Lavoratori esposti al rischio di non poter essere tutelati rispetto alla nuova normativa sull’Orario di Lavoro, ma anche nell’incertezza di poter fruire del periodo di ferie estive, considerando che siamo al mese di maggio e la stagione estiva è ormai alle porte.
Ricordiamo, ancora una volta, che la Legge sull’Orario di Lavoro trova il suo fondamento e la sua ragione d’essere proprio nella tutela delle condizioni di vita e di lavoro delle Lavoratrici e dei Lavoratori, oggi più che mai divenute gravose, insostenibili ed inaccettabili, nonché nel garantire dignitosi livelli qualitativi/quantitativi di assistenza ai cittadini/utenti, a difesa del Diritto alla Salute delle persone.
Se non si perverrà, in tempi brevi e certi, all’attuazione di misure reali, tangibili e consistenti, che non rispondano solo ad operazioni di facciata e/o propaganda, si correrà il rischio, concreto ed  imminente, di compromettere ulteriormente le condizioni di salute psico-fisica delle Lavoratrici e dei Lavoratori, cioè di coloro che in questi anni, attraverso Competenze  Professionali e Saperi Umani hanno garantito, nonostante tutto, una efficace assistenza, in difesa del Servizio Socio Sanitario Pubblico.
Non si può, infine, non sottolineare e ribadire che le condizioni di vita e di lavoro che tragicamente vivono oggi le Lavoratrici e i Lavoratori non possono non avere ripercussioni pesanti e concrete anche sulla qualità dei Servizi offerti ai Cittadini/Utenti e, quindi, su quel Diritto alla Salute sancito dalla Costituzione.
Come Cobas Asl Rm3 continueremo a ritenerci impegnati affinché venga fatta sufficiente chiarezza su questo, come su tutte le questioni poste: dall’Organizzazione dei Servizi, allo scorrimento della graduatoria per il riconoscimento della Fascia Economica Orizzontale Superiore a tutte/i le Lavoratrici e i Lavoratori (ad oggi mancherebbero circa 170.000 euro), alla riduzione delle Posizioni Organizzative e dei  Coordinamenti, ecc.
Su questo pensiamo sia necessario costruire e realizzare percorsi di partecipazione con e tra le Lavoratrici ed i Lavoratori e con gli stessi Cittadini/Utenti, in difesa del Servizio Socio Sanitario Pubblico e di quel Diritto alla Salute sancito dalla nostra  Costituzione.
Cobas Asl Rm/3

lunedì 25 aprile 2016

“Se il pensiero è sicuramente inefficace senza azione, l’azione senza il pensiero lo è altrettanto” (Z. Bauman)




        In data 1 aprile u.s. la RSU, per voce del Coordinatore, insieme alle OO.SS. Cgil, Uil di Comparto e il Sindacato dei Medici (la Cisl aveva poi comunicato con una nota la sua dissociazione in quanto l’iniziativa non era stata condivisa) hanno indetto uno Stato di Agitazione per la grave carenza del personale e per le problematiche derivanti dall'applicazione della L. 161/2014.
       Nel corso degli anni, di tanti anni, troppi anni, si è assistito a indizioni di fantomatici “Stati di Agitazione” che poi puntualmente si sono dimostrati per quel che in realtà erano perché privi di un pensiero, di un progetto, di obiettivi e di una piattaforma definita, credibile, trasparente e condivisa con le Lavoratrici e i Lavoratori. Annunci buoni all’occasione per cercare un po’ di visibilità, magari a mezzo stampa, per poter trovare una “legittimazione aziendale” all’interno di un quadro di “Relazioni Sindacali” a dir poco opacizzato, contraddittorio, se non propriamente ambiguo, mentre, di fatto, si è rimasti spesso silenti, se non complici, sulle scelte e sulle decisioni, e/o non decisioni, delle varie Direzioni Aziendali.
      Ciò, riteniamo, ha finito per indebolire la stessa Azione Sindacale che, allontanandosi di fatto dalle istanze, dai bisogni, dalle condizioni reali di vita e di lavoro, ha acuito e approfondito, quel solco, quella lontananza che ha determinato e sta determinando un distacco, una disaffezione, una passivizzazione e un individualismo in coloro che si dovrebbe e si vorrebbe rappresentare: le Lavoratrici e i Lavoratori.
     Ora si scopre nuovamente “l’urgenza” e l’ennesima “emergenza”, anche a seguito dell’applicazione della L. 161/2014 sull’orario di lavoro che, sembra, sia stata “scoperta” quasi improvvisamente, peraltro, solo dopo la condanna della Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la minaccia di sanzioni e pesanti penalizzazioni economiche, in merito alla sua mancata applicazione (25 novembre 2015).  In realtà su tale problematica hanno inciso e incidono pesantemente le politiche economico/finanziarie dei vari Governi di Centro destra e di Centro sinistra attraverso le Leggi di Stabilità, i Piani di Rientro, il Blocco del Turnover, ecc..
Tale situazione è però anche il prodotto e la conseguenza dell’assenza di una reale programmazione e di scelte dettate dal pressappochismo.

                  Infatti, in questi anni, mentre da una parte si denunciava la carenza del personale, dall’altra venivano annunciati e attivati, presso l’Ospedale G.B. Grassi, il Reparto di Sub – Intensiva (ora accorpato alla Rianimazione) con personale assunto a tempo determinato in occasione dell’influenza H1N1, “l’apertura” di “Presidi di Medicina Scolastica” e persino un fantomatico "Pronto Soccorso Scolastico" senza dimenticare che, recentemente, presso il Territorio sono stati “attivati” Servizi (v. abbattimento Liste di attesa,  Ambulatorio Cure Primarie) aperti i giorni festivi attraverso lo strumento delle prestazioni aggiuntive e Presidi come la cosiddetta “Casa della Salute” rimasti, insieme al Presidio di Via Paolini, vere e proprie “scatole vuote”.
                 A rendere ulteriormente più gravose le problematiche e le criticità esistenti sono state, anche, le Politiche di Gestione delle Risorse Umane e Professionali realizzate, nel corso di questi anni, attraverso mobilità, trasferimenti, comandi, ecc., con logiche e modalità che nulla avevano ed hanno a che vedere con le esigenze, i criteri di priorità, di efficienza e di funzionalità delle varie strutture e dei Servizi Socio Sanitari.
                  
                  Parlare  quindi di “EMERGENZA” come se questa fosse il frutto un’improvvisa calamità, ci sembra, davanti a questa realtà, più che mai fuorviante, proprio perché, riteniamo che tutto questo non sia stato e non sia affatto casuale,  ma derivi da ragioni e responsabilità ben precise ed individuabili che dipendono, e ciò non può e non deve essere dimenticato e rimosso, da quel processo di depotenziamento e di smantellamento della Sanità Pubblica tendente a favorire vere e proprie politiche di  privatizzazione  ormai in atto già da tempo.
      Come Cobas dell’Asl Rm3 pensiamo, se si vuole veramente affrontare e risolvere, senza ulteriori inganni e manipolazioni, le problematiche presenti e salvaguardare il Servizio Socio Sanitario Pubblico, che la sola strada percorribile è quella di battersi, senza ambiguità e tentennamenti, affinché si giunga, nell’immediato, almeno al totale sblocco del Turn over e ad un'adeguata politica mirante all'assunzione di tutte le Risorse Umane e Professionali necessarie a garantire i Diritti delle Lavoratrici e dei Lavoratori e la Tutela della Salute delle persone. Nel contempo è necessario richiamare e imporre all’Azienda il ruolo che le compete e il rispetto delle normative in essere (v. Piani Operativi Regionali 2011- 2012 DCA 113/2010: “ricognizione del Personale e la riorganizzazione dei Servizi, delle Strutture e delle attività sulla base delle Risorse Umane e Professionali realmente disponibili), senza i quali, non solo non sarà possibile risolvere realmente le problematiche e le criticità presenti, ma si favoriranno solo  una serie d’interessi (v. Esternalizzazioni, Cooperative, ecc.), con il conseguente sfruttamento delle Lavoratrici e dei Lavoratori interessati.
      Come Cobas siamo consapevoli, e l’abbiamo più volte segnalato e denunciato, della grave situazione nella quale versano le Strutture e i Servizi Socio Sanitari a causa della carenza del personale che, se non affrontata in modo chiaro, concreto e adeguato, non permetterà di applicare e rispettare la normativa sull’Orario di Lavoro.
     Tutto questo  mentre, paradossalmente, ancora oggi, le Lavoratrici ed i Lavoratori non hanno neanche garanzie, circa l’assenza di regole formalizzate,  rispetto a chi debba firmare Ordini di Servizio, in caso di prolungamento orario, necessario a garantire i livelli minimi di assistenza .  
     Ricordiamo che la  Legge sull’Orario di Lavoro trova il suo fondamento e la sua ragione d’essere proprio nella tutela delle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, nonché nel garantire dignitosi livelli qualitativi/quantitativi di assistenza a difesa del Diritto alla Salute delle persone.
    Risulta, quindi, quantomeno inopportuna, se non forviante, l’enfasi propagandistica con la quale la Regione Lazio ha annunciato nuove assunzioni che sono certamente insufficienti rispetto al reale fabbisogno di Risorse Umane.  
                  Il Cobas Asl Rm3, pur non ignorando e nascondendo limiti, contraddizioni e difficoltà presenti all'interno delle diverse realtà e Organizzazioni Sindacali, anche per le modalità e il percorso con cui si è giunti all'indizione dello stato di agitazione, esprime soddisfazione per la buona riuscita dell'Assemblea Generale svoltasi il 15/04 u.s., presso la sede di Casal Bernocchi e per l'esito e la sintesi positiva  che, in questa, è stato possibile raggiungere, sia in merito allo scorrimento della graduatoria sulla Progressione Economica Orizzontale entro il 2016, attraverso la riduzione, prevista, peraltro, dal DCA 34/2010 e dal DCA n°49/2010, delle Posizioni Organizzative e dei Coordinamenti, nonché sullo Stato di Agitazione relativamente all'applicazione della L.161/2014 sull'Orario di Lavoro garantendo sin d’ora il diritto alla fruibilità delle Ferie a tutto il personale, come da normativa vigente.

Il Cobas Asl Rm3 s’impegna, quindi, a sostenere tutte le iniziative che si intenderanno intraprendere per il raggiungimento di tali obiettivi.



Cobas Asl Rm/3


Roma, 21 aprile 2016